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Neverland di Mecna e Sick Luke, la recensione

Neverland di Mecna e Sick Luke, la recensione

 Corrado Grilli in arte Mecna, oltre ad essere un bravissimo grafico, è anche un artista con la a maiuscola, pienamente meritevole di una definizione di questo tipo.  Trentaduenne foggiano, dopo aver mosso i primi passi nel gruppo Microphones Killarz, l’11 ottobre 2019 ha pubblicato il suo quinto album – uscito per la casa discografica Universal Music Italia - dal titolo Neverland -  dopo Disco Inverno, Laska, Lungomare Paranoia, Blue Karaoke - avvalendosi della collaborazione del bravissimo giovane produttore Sick Luke, figlio di Duke Montana e pedina fondamentale per il lancio e il successo del collettivo della Dark Polo Gang.

Mecna e Sick Luke sono due figure differenti ma complementari, che hanno dato vita a un progetto intenso, profondo, carico di emozioni, costituito da dieci tracce che si lasciano piacevolmente ascoltare dall’inizio alla fine.  Nulla è fuori posto: Mecna pesa ogni singolo termine, conducendo totalmente nel suo mondo ogni individuo che andrà ad avvicinarsi al suo lavoro. Il suo timbro di voce, i suoi testi e gli accompagnamenti musicali di Sick Luke creano una commistione perfetta, una amalgama di gran valore e dallo spessore che, di questi tempi specialmente, è difficile ritrovare.  Mecna scivola perfettamente sulle basi del produttore italo-americano e l’alchimia che si viene a creare tra i due è pura magia. In una industria musicale dove si cerca il feat acchiappa stream, acchiappa vendite, acchiappa pubblico, il duo formato da Mecna e Sick Luke va decisamente in controtendenza, puntando – finalmente – sul buon gusto e sulla qualità. Nessun pezzo fa da riempitivo, ogni canzone rappresenta una storia nella quale è possibile rispecchiarsi e tramite cui si può riflettere su tutti quegli aspetti della vita quotidiana che accomunano tanti. Fuori dalla città, Perdo la testa, Si baciano tutti, Akureyri, Canzone in lacrime, Non dormo mai sono i pezzi da novanta del lavoro, gli altri fanno da più che  dignitosa cornice ai pensieri e alle emozioni di Corrado Grilli.

Sono proprio le emozioni le vere protagoniste dell’album, dove emerge completamente Corrado Grilli e non Mecna: nella rincorsa alla immagine più curata viene fuori la persona e non il personaggio, facendo cadere di conseguenza le barriere che, generalmente, dividono gli artisti dall’ascoltatore. Neverland è un disco notturno, da mettere in cuffia in quelle sere autunnali nelle quali si cercano risposte e si ha bisogno di fare chiarezza. Contribuiscono alla piena riuscita del disco le collaborazioni di elementi di spicco quali Luchè, l’interessante paroliere genovese Tedua, il promettente duo degli Psicologi, il cantautore napoletano CoCo, autore di un ritornello che calza a pennello nel brano Si baciano tutti, versione italiana del successo targato 50 Cent e intitolato Best friend.  C’è molto, in Neverland, del Mecna di Disco Inverno, ovvero il primo lavoro solista dell’artista foggiano uscito nel 2012, amatissimo dai suoi affezionati della prima ora: il suo stile fluido, pulito, incisivo, arrabbiato e sensibile allo stesso tempo, la fragilità resa un punto di forza e non una debolezza. Ma la cosa più importante è che gli elementi di continuità con il suo primo album sono stati sviluppati appieno nel corso degli anni, affinati, migliorati, creando un progetto maturo, una vera e propria mosca bianca in un insieme musicale che si fa sempre più, purtroppo, promotore di progetti usa e getta privi di significato e carica emotiva.

Mecna e Sick Luke, la coppia che non ti aspetti ma che colpisce nel profondo: probabilmente la loro fatica non venderà a sufficienza, non otterrà le certificazioni che meriterebbe e non sarà la regina dell’airplay radiofonico ma, senza ombra di dubbio, rappresenta – e rappresenterà – un porto sicuro per tutti gli animi sensibili che ancora amano farsi cullare dai flussi di coscienza e sanno perdersi  in parole preziose e scelte con cura, attenzione e pazienza, elementi sempre più difficili da ritrovare in un mondo che corre forsennatamente senza avere però chiara la sua destinazione.

Mattia Lasio

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