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NITRO

NITRO - LA SPAZZATURA DEI GIORNI NOSTRI È ARTE

Lunghe trecce che scendono lungo la schiena. Attitudine a voler far sentire la propria voce anche se diversa dal coro. Impegno nel riutilizzo della spazzatura prodotta ogni giorno. No, non si parla di Greta Thumberg, bensì di Nicola Albera, conosciuto ai più come Nitro, e del suo ultimo album GarbAge che ambisce a ritagliarsi un posto tra le grandi uscite del rap italiano in questo 2020. L’artista vicentino membro della Machete ha infatti rilasciato alla mezzanotte del 6 Marzo la sua ultima fatica composta da 14 tracce totalmente inedite.

Ma di cosa parla GarbAge? GarbAge, come si evince dal titolo, se si ha un po’ di dimestichezza con l’inglese, raccoglie e racconta la società moderna associandola alla spazzatura, utilizzando la parola “garbage”, che in inglese significa spazzatura appunto, ma scrivendo la seconda A in maiuscolo in modo da mettere in evidenza la parola Age, che può essere tradotto come età, era o epoca. Per l’autore quindi il momento storico che stiamo passando è immondizia su vari aspetti, che vengono toccati nel corso dell’album. Dai riferimenti alla musica a quelli alla politica, senza tralasciare cultura pop e televisione, il disco mette in evidenza le contraddizioni e le incoerenze presenti nella società che predilige il consumo matto ed esasperato, causa di questa invasione di spazzatura. 

Attraverso un uso delle liriche sopraffino e un metodo di scrittura che comunica alla perfezione il sentimento di rabbia e rassegnazione che pervade il rapper, Nitro isola quelle espressioni della quotidianità che si portano dietro preconcetti che si pensavano superati ma che ricompaiono prepotentemente anche solo nel parlato quotidiano. E’ per questo che rime come “Sono stanco di sentirmi solo / Di avere qualcuno che mi urla: <Stai buono> / Nella società che vuole parità / Ma che poi quando sbaglio mi dice: <Fai l’uomo>”, contenute nella canzone che dà il nome al disco, hanno un impatto profondo sull’ascoltatore che si rende conto di quanto lontani siamo dal politically correct che si sbandiera oggigiorno. 

Nel corso del disco, oltre al forte messaggio di fondo, il cantante classe ’93 si è sbizzarrito nel dimostrare al resto della scena la sua bravura e consapevolezza delle proprie capacità, svariando su vari generi e alternando pezzi più aggressivi e tecnici a scritture più elaborate e delicate. Tutta questa varietà di generi esplorati è stata possibile anche grazie ai produttori delle tracce tra i quali troviamo nomi del calibro di Stabber, Low Kidd, Strage, Yazee e Andry The Hitmaker. Inoltre, l’album include dei featuring con figure di spicco dell’attuale panorama rap, tra i quali Fabri Fibra, Lazza, Dani Faiv, Gemitaiz e Tha Supreme, che contribuiscono ad elevarne la qualità. 

E’ questa eterogenità nella composizione che rende GarbAge un disco da tenere sott’orecchio nei prossimi mesi per apprezzarne quegli aspetti che sfuggono a un primo ascolto e che possono essere colti solo dopo una conoscenza più approfondita della singola canzone. Detto ciò, l’ascolto è assolutamente consigliato anche per chi il genere non lo mastica quotidiamente, grazie alla capacità dell’artista di scandire in modo chiaro i concetti che vuole comunicare senza l’uso di terminologie sconosciute ai più.

Andrea Sanna

 

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