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Paolo Borsellino - Il valore degli ideali

Paolo Borsellino - Il valore degli ideali

Sono passati ottant’anni dalla nascita di Paolo Borsellino. Sono passati ottant’anni da quando un uomo dedito al suo lavoro, leale e onesto si è sacrificato in nome dei suoi ideali.

Parlare di Paolo Borsellino è, di questi tempi specialmente, estremamente importante e doveroso. Il suo contributo alla lotta alla mafia, supportato dal suo amico e collega Giovanni Falcone, sin dai tempi della collaborazione con il Capitano Basile è stato un qualcosa di unico e fondamentale: fondamentale per scuotere le coscienze, fondamentale per fare luce sulle tante incongruenze presenti da sempre nel nostro Paese, fondamentale per dimostrare che gli ideali hanno un valore in grado di fare affrontare persino le battaglie più complesse e difficoltose. Ricordare Borsellino, Giovanni Falcone, i membri delle rispettive scorte, l’ideatore del ‘’pool antimafia’’ Chinnici e tutti coloro che si sono sacrificati per combattere e debellare la presenza di Cosa nostra è il minimo che si possa fare.

Paolo Borsellino, nato il 19 gennaio 1949 a Palermo, non si è mai arreso, non ha mai pensato che il fenomeno malavitoso della mafia fosse invincibile, non ha mai pensato che la sua fosse una battaglia futile, vana, priva di senso. Con zelo, diligenza e un totale spirito di abnegazione verso il proprio mestiere, Borsellino, ha sempre combattuto in prima linea contro la criminalità organizzata, contro la sua violenza, contro i suoi tentacoli che sono arrivati ad insediarsi in ogni aspetto delle singole esistenze, avendo il coraggio di denunciare pubblicamente tutto quello che molti altri – persino esponenti di spicco della magistratura e delle istituzioni – negavano nonostante una palese e imbarazzante evidenza. Paolo Borsellino capì quanto potesse essere proficuo e stimolante il dialogo e il confronto con i giovani e a ciò non si è mai sottratto, recandosi nelle scuole, comunicando con i ragazzi, testimoniando loro che una società caratterizzata da giustizia e salda moralità non fosse una utopia ma una concretezza per cui valeva, e vale, la pena dare il meglio di sé.

Paolo Borsellino, cresciuto nel quartiere palermitano di origine araba della ‘’Kalsa’’, ha cercato costantemente il dialogo, la collaborazione con altre figure disposte a sposare la sua stessa causa, lasciando alle nuove generazioni un messaggio prezioso, di grande dignità e da conservare gelosamente. La sua è una lezione da fare propria, non solamente in occasione delle ricorrenze in cui si sa – ahimè – chi più chi meno è bravo a dir la sua, ma nella quotidianità, nella vita giornaliera fatta da piccoli attimi e piccoli gesti che possono fare la differenza. Perché la mafia e ogni forma di prevaricazione e oppressione non si combatte, come hanno sempre sostenuto sia Borsellino che Falcone, solo nelle aule dei tribunali ma a partire dalle piccole cose, dalle piccole ingiustizie che possono poi svilupparsi e diventare qualcosa di più vasto e difficile da arginare. Sono passati ottant’anni dalla nascita di Paolo Borsellino, un uomo buono, degno di essere definito eroe per il suo operato e il suo sacrificio dal valore inestimabile.

Valore che nessuna bomba, nessun omicidio, nessuno sgambetto all’italiana potranno mai debellare e fare venire meno.

Mattia Lasio

 

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