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GIORGIO GABER

Tanti cari auguri Signor G

I tempi cambiano, purtroppo o per fortuna, ci si adatta – o ci si prova – alle novità che di nuovo hanno meno di quanto vogliano far credere e si traggono inevitabili conclusioni dettate dal confronto con ciò che è stato realizzato in precedenza rispetto ai giorni che si vivono attualmente. La musica è mutata, parecchio e drasticamente: contenuti nettamente minori, voglia di comunicare pressoché nulla, ricerca esasperata di realizzare una super hit da classifica, brama di successo, denaro e chi più ne ha più ne metta. Ma ciò che non passerà, nonostante le mode passeggere, nonostante le tendenze giovani e all’ultimo grido che tanto piacciono, è ciò che è stato concepito con minuziosità, dedizione, talento e sagacia.

Sono passati ottantuno anni esatti dalla nascita, in quel di Milano, di Giorgio Gaberscik in arte Giorgio Gaber, uno degli artisti più meritevoli, completi e arguti del panorama italiano. Un vero e proprio vanto nostrano di cui non ci si stanca mai. Teatrante, cantante, showman? E’ complesso trovare un termine che possa racchiudere pienamente una personalità quale è stata quella di Giorgio Gaber, figura poliedrica, versatile, completa e innovatrice.  Fu, ad esempio, uno dei primissimi interpreti del rock and roll del ‘’Bel Paese’’ alla fine degli anni Cinquanta, nonché uno dei volti più noti della ‘’prima’’ televisione nostrana, grazie alle sue ottime doti di intrattenitore che gli hanno consentito di svolgere al meglio il ruolo di presentatore televisivo. Ruolo che però, nonostante tutto, stava stretto a Giorgio Gaber il quale – dopo aver presentato il suo ultimo varietà televisivo nel 1970 intitolato ‘’E noi qui’’ - decise di farsi da parte dagli schermi per intraprendere l’avventura teatrale, punto di forza dell’artista milanese che sui prosceni riuscirà a esprimersi in totale libertà, diventando il capostipite della forma d’arte del teatro canzone, di cui ‘’il Signor G’’ – così veniva chiamato Gaber dai suoi tanti affezionati – è stato indubbiamente il rappresentante più autorevole. 

Storica la sua collaborazione, e amicizia, con il pittore di Viareggio Sandro Luporini, con il quale il Signor G ha scritto la maggior parte delle sue canzoni e degli spettacoli teatrali che poi andava ad interpretare. La coppia Gaber/Luporini è stata in grado di fornire preziose indicazioni per cercare di comprendere e interpretare la società – da loro analizzata e scandagliata dettagliatamente – nel quale ci si trova, bene o male, ad operare.  Il loro è stato un sodalizio fondamentale per la cultura italiana, molto spesso ancorata a preconcetti ‘’da cattedra’’ privi di alcuna attinenza con  la realtà e con la quotidianità che interessano ogni singolo individuo. Supportato e affiancato dal ‘’prezioso’’ Luporini, Giorgio Gaber ha esaminato con cura e attenzione condizioni morali e sociali al giorno d’oggi sempre più attuali: l’impersonalità e la freddezza della società, la tendenza ad omologarsi, l’incapacità di essere una voce fuori dal coro, la mancanza e il disinteresse verso la ricerca di valori e saldi principi morali. In chiave ironica e pungente, ma mai volgare e tantomeno becera, ha messo elegantemente alla berlina un po’ tutto e tutti, dalle persone comuni ai politologi improvvisati tanto cari alla nostra nazione. Basti pensare alla canzone, pubblicata nel 1994, ‘’Destra-Sinistra’’ –  tratta dall’album ‘’E pensare che c’era il pensiero’’ – tramite cui l’arguto Signor G critica in maniera bonaria e profonda le presunte differenze tra gli orientamenti politici della destra e della sinistra che in realtà, come ci si può accorgere tranquillamente, si sono fatte sempre minori, affievolendosi sempre più sino ad annullarsi, o poco ci manca. Non le ha certo mandate a dire Giorgio Gaber, specialmente a coloro i quali cambiano idea a seconda dell’aria che tira, mostrandosi contradditori e profondamente ipocriti.

Tra le sue tracce più apprezzate e significative risalta ‘’Il conformista’’ nella quale Gaber si scaglia pacatamente contro chi sta, per un motivo o per un altro, sempre dalla parte giusta cavalcando fin che può il parere e il vantaggio dei vincitori. Estremamente lucido, consapevole del potere delle parole che andava ad usare, Gaber con grande lucidità ha messo in evidenza le problematiche a cui si può venire incontro non esercitando il proprio spirito critico, cadendo nei tentacoli dalla massificazione oramai imperante. Provocatore garbato, profetico e sapiente, Giorgio Gaber nei suoi monologhi, nei suoi pezzi, nei suoi numerosi spettacoli ha sviscerato i sentimenti del popolo, portando alla attenzione di chi ha avuto il privilegio di ascoltarlo tutte quelle imperfezioni, amarezze e inquietudini che sanno perfettamente inabissare persino il più abile tra i naviganti. La sua generazione, e probabilmente anche quella successiva, ha perso ma l’influente tuttofare meneghino non è mai scivolato nel burrascoso mare della maggioranza, che tante vittime ha procurato e continua a procurare.

C’era una volta il pensiero, il confronto penetrante e atto al miglioramento personale e collettivo, per fortuna.

C’era una volta anche Giorgio Gaber e le sue storie ingegnose scaccia beoti e spocchiosi, per fortuna doppia, nostra e  del pensiero che, specie in questa epoca, tanti decantano ma pochissimi applicano.

 

Tanti cari auguri Signor G.

Mattia Lasio

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