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Un addio che pesa: la morte di Gianfranco Fara

Un addio che pesa: la morte di Gianfranco Fara

Il 25 Novembre, da quest’anno, sarà una data da ricordare per lo sport sardo e non, purtroppo, per un qualcosa di felice e positivo: si è spento infatti, a Cagliari, Gianfranco Fara, uomo simbolo dello sport e del Coni sardo, di cui era presidente. Nato a Martis – comune con poco meno di cinquecento abitanti in provincia di Sassari – ha dedicato i suoi 82 anni di vita alla diffusione, allo sviluppo e alla promozione dello sport in Sardegna, consapevole dell’importanza che esso ha a livello etico, sociale e formativo. Grande cultore della pallacanestro – è stato uno dei più importanti presidenti della Società Russo (ora Pirates Accademia Basket) in cui sono cresciute alcune delle più significative ‘’mani calde’’ del basket sardo – ha ricevuto nel marzo del 2017 il rinnovo per il suo quarto mandato di presidente del Coni regionale, dalla durata di quattro anni, che ahimè non è riuscito a portare a termine.

Ha dato tanto Fara al mondo sportivo, mosso da una sincera passione e da un desiderio di migliorarsi costantemente, sottolineando l’importanza del dialogo e della collaborazione tra le istituzioni scolastiche – un tempo fucine di talenti – e l’ambiente sportivo. Francois-Renè de Chateaubriand, fondatore del Romanticismo letterario francese – diceva: ‘’Una buona azione è una lezione insolente per quelli che non hanno la forza di farla’’. Fara è stato in grado di compierne tante di buone azioni per l’intero panorama dello sport isolano, dando una lezione significativa nel corso del suo operato e dimostrando quanto la passione e l’umanità – nel senso più ampio e letterale del termine – siano elementi fondamentali per la crescita e la maturazione di ogni individuo come atleta ma, cosa ancora più importante, come persona.

 

Mattia Lasio

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