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Carlo Lucarelli e il suo commissario De Luca: Carta Bianca, la recensione

Carlo Lucarelli e il suo commissario De Luca: Carta Bianca, la recensione

Appena 95 pagine, curate e semplici, per entrare dentro il mondo e l’immaginario del Commissario De Luca, fortunata creazione letteraria del celebre scrittore nato a Parma Carlo Lucarelli – ideatore dell’amatissima figura dell’ispettore Coliandro – che con il romanzo Carta Bianca sancì nel 1990 un interessante esordio narrativo che, da quel momento in poi, avrebbe avuto degli ottimi seguiti.

L’esordio letterario del ‘’giallista’’ Lucarelli può tranquillamente essere inserito all’interno della categoria dei romanzi storici: le vicende, per l’appunto, si svolgono negli ultimi giorni della esperienza relativa alla Repubblica di Salò con un giovane e sonnolento, il sonno è un topos che ricorre con frequenza in questo primo scritto ufficiale di Lucarelli, commissario De Luca – precedentemente comandante presso  la Legione Autonoma Mobile Ettore Muti – intento ad indagare, affiancato dal singolare maresciallo Pugliese della Mobile, riguardo un intricato caso di omicidio di un casanova senza scrupoli – avente le mani in giri tutto fuorché leciti – di nome Vittorio Rehinard, dedito al vizio, alle dolci signorine e consapevole del suo intrigante fascino. Fascino, consapevolezza eccessiva di sé e boria che, come ci si accorgerà affrontando la lettura di Carta Bianca, gli saranno fatali.

Lucarelli, in pochi ma significativi frangenti, delinea alla perfezione e con una disillusa pacatezza la personalità del neo commissario: De Luca è un uomo intelligente, bravo e conscio dell’importanza del ruolo che va a ricoprire. Ruolo che interpreta saggiamente, quasi come una missione. Missione che, per quanto presente in maniera cospicua nella sua esistenza, non gli impedisce di accantonare il suo lato più malinconico, inquieto e romantico. Lato introspettivo che emerge totalmente nel suo incontro con una seducente donna chiamata Valeria, ribattezzata ‘’la strega’’ e caratterizzata da una sicurezza che, unita a una non troppo velata dolcezza, è capace di mettere a nudo la parte maggiormente intima del capace De Luca.

Lucarelli fa il suo exordium in modo più che dignitoso, con un finale canonico per ciò che concerne l’andamento di un giallo ma al contempo triste a causa delle esigenze storiche dell’epoca nella quale operano i personaggi nati dalla sua arguta penna.  Esigenze storiche che dimostrano, nuovamente, che – alla fine – tra vinti e vincitori la differenza è minima. Esigenze storiche che fanno capire quanto, in realtà, tutto può mutare in una frazione di secondo, non lasciando il tempo di chiarirsi, spiegarsi e ritrovarsi. D’altronde si sa, e il commissario De Luca lo testimonia pienamente, la storia è maestra di vita. Talvolta severa e, per certi versi, ingiusta ma pur sempre implacabile maestra dalla quale apprendere un qualcosa che va oltre le semplici apparenze.

Mattia Lasio

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