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Grazia Deledda - Marianna Sirca

Grazia Deledda - Marianna Sirca

Duro e amaro come una terra riarsa dal sole ma reso ancora più affascinante dalla cruda bellezza che una natura incontaminata può offrire come scenario a una storia profonda e intensa.

Questo è Marianna Sirca, romanzo di Grazia Deledda che, pubblicato nel 1915 segna il periodo di grande maturità della sua attività di scrittrice.

 

SINOSSI

Marianna Sirca, orfana di madre, non sa cosa significa essere una bambina. Si ritrova a diventare adulta tutta d’un colpo, mandata dal padre a servizio da un ricco zio prete. Alla morte di quest'ultimo la ragazza riceve una cospicua eredità e passa alcuni giorni in campagna, in una casa colonica  che possiede nella Serra di Nùoro, in mezzo a boschi di soveri.  Sulla soglia dei trent'anni, Marianna, sciupata dalla lunga assistenza d’infermiera prestata allo zio, si ritrova con alle spalle una giovinezza spenta e con la possibilità di decidere finalmente per il suo futuro.  E’ spaurita, disorientata, non sa cos’è la libertà. Si ritrova improvvisamente a dare corso a un amore da troppo tempo represso. Rincontra Simone Sole, il giovane che fino a pochi anni prima era un suo servo e che ora è diventato bandito. Entrambi hanno da poco acquistato la loro libertà: quella di lei garantita dalla sua ricchezza, quella di Simone dal suo stare al di fuori dalla società (ma non contro), unico modo disponibile per affermare la propria personalità. Infatti , Simone,  ha scelto la via del  banditismo per ribellione, per sottrarsi alla sua misera condizione. Tuttavia non è un sanguinario e da quando vive alla macchia non si è macchiato di alcun grave delitto.

Marianna sceglie di amare senza calcolo, decide di sposare il bandito. Dopo il divampare della passione subentra però  il senso della realtà, intervengono le ineludibili convenzioni sociali che richiedono il sacrificio del sogno. A cosa può portare l’amore?

 

Un romanzo da leggere assolutamente. Perché?

Innanzitutto porta il nome del personaggio principale, Marianna, giovane donna descritta in un ambiente ricco di misteri e narrazioni ma al contempo difficile. Come in tutte le opere della Deledda, Premio Nobel, troviamo una dettagliatissima descrizione della natura del luogo, una natura madre e protettrice  che però si rivela essere anche arida e severa, in cui si intreccia una storia che non si caratterizza per eventi straordinari ma perché è solcata da vari temi: la divisione tra classi sociali, l’importanza quasi soffocante della ricchezza e della terra, il ruolo delle donne, sottomesse ma padrone allo stesso tempo.

“Marianna, dà retta a chi ti vuol bene. Obbedisci”.

Questo romanzo mostra la dolcezza  dei sentimenti ma anche la loro forza distruttiva in un mondo, quello umano, in cui le regole e le consuetudini ingabbiano le scelte dei singoli.

Marianna è una donna, vuole semplicemente essere amata, però ha paura, il terrore di abbandonarsi a questo desiderio represso per così tanto tempo.

Teme di dover rinunciare alla libertà che le sembra di aver conquistato dopo anni di schiavitù e catene.

Ancora una volta Grazia Deledda dipinge, come in quadro realista, la società del suo tempo, i sentimenti che la pervadono e che, a ben vedere, non sono così distanti da quelli di oggi.

Anche in Marianna Sirca due classi sociali ben distinte e impermeabili tra loro, padrone e servo, costituiscono una costante. Appare qui però una nuova figura: il bandito.

Ne scaturisce così una riflessione sull’esistenza umana, sul perché la vita porta a determinate scelte. Il bandito non è solamente un ricercato, un uomo relegato alla clandestinità e al compimento di azioni contro la legge vigente. E’ invece un uomo che brucia di passioni, che sfida il suo destino per liberarsi dal giogo di una vita da esiliato.

Marianna e Simone, i due protagonisti, appaiono nitidi come dei bellissimi scatti fotografici, espressione di un realismo narrativo suggestivo e coinvolgente. Due vite che cercano il riscatto, che lottano fermamente e  con coraggio per stappare al loro fato già definito un briciolo di amore e di fortuna.

La solitudine è spessa e palpabile, toglie il fiato, ammutolisce il lettore che, pagina dopo pagina, si trova in simbiosi con il clima invernale dei monti nuoresi e con gli stati d’animo dei personaggi.

 

Con Marianna Sirca , Grazia Deledda conferma le due doti narrative raccontando una storia che arde di passioni, che anela gioia, che spezza le catene del pregiudizio verso certa umanità, che parla di un territorio ruvido e percorso da forti contrasti.

Capolavori assoluti le pennellate di colore, le sensazioni olfattive persistenti, gli struggimenti emotivi e gli immancabili colpi di coda del destino.

 

Roberta Lai

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