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The Magic Box: Sir Gianfranco Zola

Nascere in un piccolo centro nel cuore della Sardegna ed arrivare a divenire uno degli uomini più rappresentativi dell’Inghilterra calcistica degli ultimi 30 anni. Lasciare un segno indelebile in qualsiasi squadra abbia militato. Creare un rapporto unico con la tifoseria, con la squadra, con la città. Sempre con il cuore di un ragazzo, con la fantasia nei piedi e con una creatività che ha fatto scuola. Per i sudditi di Sua Maestà Elisabetta II è semplicemente “The Magic Box”. All’anagrafe è Gianfranco Zola da Oliena.

GIANFRANCO: DALLA CORRASI ALLA TORRES, PASSANDO PER UN PROVINO CON IL CAGLIARI

Gianfranco nasce il 5 Luglio 1966 ad Oliena. I primi passi li muove nel paese natio, anche calcisticamente. Infatti, la Corrasi – squadra di Oliena - lo vede esordire sul campo di gioco. Suo padre Pietro, amante del pallone di cuoio, per un periodo ricopre il ruolo di Presidente della società. Minuto, muscoloso, scattante, agile, Gianfranco ha una calamita nei piedi: ogni pallone che tocca arriva a destinazione, quasi fosse guidato da un filo invisibile. Nel 1984 passa alla Nuorese. Neanche 15 km di distanza da Oliena ma un’altra categoria. Gianfranco si fa notare ed arriva una bella possibilità: un provino con il Cagliari Calcio. E –incredibile- venne scartato. La Torres – squadra di Sassari, rossoblù ed avversaria storica del Cagliari – lo tessera subito. Nel 1987 vince il campionato di C2. Zola milita per tre anni nella compagine sassarese, prima che arrivi una chiamata importante. Il Napoli di Ferlaino lo vuole. Immagina: giocare assieme al “Pibe de Oro”, Diego Armando Maradona. Per Gianfranco è un sogno, una grande opportunità ma –al contempo- una grande responsabilità: quando El Dies argentino è indisponibile sta a lui prendere il suo posto, come inventore e playmaker. Durante il suo primo anno a Partenope, Gianfranco vince uno scudetto. È il Napoli stellare con contende il titolo di migliore d’Italia al Milan di Sacchi, Berlusconi e degli Olandesi. Quando Diego Armando Maradona lascia il Napoli, consegna nelle mani di Gianfranco la maglia numero dieci. È lui l’erede designato ed infatti a Napoli Zola lascerà un segno indelebile: 32 goal in 105 partite, giocate uniche, spettacolo allo stato puro. Arrigo Sacchi, non più Mister del Milan ma Commissario Tecnico della Nazionale, lo convoca tra i 23 per USA ’94. Gianfranco gioca contro la Nigeria ma – follie mondiali – l’arbitro lo espelle per un intervento non fatto. Zola in lacrime, abbandona il campo. Tornando al Campionato, Zola passa dal Napoli al Parma. Con i ducali giocerà per due stagioni. Agli ordini di Mister Scala, il Parma giocherà una finale di Coppa delle Coppe (persa contro l’Arsenal) ed una finale di Coppa Uefa (stavolta vinta contro la Juventus). È il Parma di Faustino Asprilla, di Hristo Stoitchkov. Proprio con l’arrivo del bomber bulgaro iniziano i problemi. Lo spazio, per Gianfranco, sembra non esserci più. Arriva Mister Ancelotti sulla panchina del Parma che si ritrova con tre punte eccezionali: Zola, Enrico Chiesa ed Hernan Crespo. Per Zola è il caso di guardarsi altrove. Le sirene chiamano. E chiamano in inglese

SIR GIANFRANCO FROM SARDINIA

Zola è contattato dal Chelsea di un altro bomber italiano, Gianluca Vialli, che ricopre il doppio ruolo di giocatore-allenatore dell’11 londinese. Con la squadra britannica disputa due ottimi campionati, vincendo la Coppa d'Inghilterra, la Coppa di Lega Inglese e la Coppa delle Coppe. Il 12 febbraio 1997 a Wembley, nel suo stadio, Gianfranco segnerà il goal della vittoria nel match Inghilterra – Italia. Per l'occasione viene proclamato "Uomo del Match". Con i Blues, Zola vincerà anche una Supercoppa Europea nel 1998; l’anno prima sarà eletto Miglior Giocatore dell’Anno. Sono anni d’oro a Londra, anni in cui “Magic Box” stupisce, inventa, fa innamorare gli Inglesi del suo stile. Sempre pacato, sempre educato, sempre con un altissimo senso del fair paly. Nel 2004, la Regina Elisabetta II lo nominerà Sir per l’enorme contributo dato al calcio inglese, soprattutto in chiave umana. Per Gianfranco si profila una nuova sfida, che proviene dal profondo del suo cuore. Ricordate quel provino non andato a buon fine con il Cagliari? Gianfranco vuole dedicare gli ultimi anni della sua carriera a riportare in auge il club isolano, che milita da qualche anno nella Serie B.

UN GRANDE CUORE ROSSOBLU

Gianfranco torna a Cagliari. O –meglio- arriva a Cagliari per rimanere. Gli viene consegnata la fascia di Capitano ed il numero 10. L’Isola attende i suoi prodigi, le sue giocate, la sua leadership. E Gianfranco non si fa attendere: sprona l’undici rossoblù ad una cavalcata unica, verso la Serie A, verso il psoto che al Cagliari spetta di diritto. Milita un secondo anno nel Cagliari, il primo in Serie A con la maglia rossoblù. A 39 anni, il 29 giugno 2005, Gianfranco saluta il suo popolo ed appende gli scarpini al chiodo. Ora c’è una nuova sfida: in panchina, sì, ma da Mister. Diverrà il vice dell’Italia Under 21 allenata da Casiraghi, compagno ed amico di Gianfranco. Da lì arriveranno le panchine del West Ham e del Cagliari. Oggi “The Magic Box” compie 52 anni. Auguri a quel cuore di ragazzo capace di meravigliare stadi interi con una giocata, ad un playmaker che inventava, plasmava e costruiva giocate eccellenti. Un Peter Pan del pallone, un uomo grande un’Isola.

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