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Al – Fadiouth: l’Isola delle Conchiglie

La Terza tappa del nostro Reportage ci conduce in un’altra isola, magica e incredibile: benvenuti ad Al – Fadiouth, l’Isola delle Conchiglie, dove pace e integrazione sono parte integrante della stessa.

Conchiglie, Vita e Morte raccolte in un Guscio

L’Isola di Al-Fadiouth è letteralmente costituita da conchiglie. Grazie alla fantastica opera di Madre Natura, tutto questo è possibile. I fondali che circondano l’isola sono molto bassi, la temperatura dell’acqua salmastra è più alta rispetto ad altri punti limitrofi. In più, la convergenza degli estuari del delta dei fiumi Senegal, Saloume e Casamance hanno reso l’acqua meno salata, spingendo l’acqua dolce sino a 200 km nell’entroterra.

Una serie di peculiarità che hanno portato sull’Isola milioni e milioni di conchiglie, divenendo elemento fondamentale per la vita degli isolani. Di conchiglie impastate a terra sono le pareti e i mattoni, di conchiglie sono lastricate le strade (anzi, la strada) principali che conducono al piccolo porto di Joal, collegato a Fadiouth attraverso uno stretto ponte di legno, lungo circa 400 mt. La manutenzione delle strade e dei muri prevede l’utilizzo – come già accennato – delle conchiglie, come in Occidente usiamo cemento e ghiaia.

Fare di necessità virtù e valorizzare al meglio ciò che la Natura ti fornisce. Questa è Al - Fadiouth

Se nel resto del Senegal vi è una maggioranza musulmana predominante, a Fadiouth le cose vanno al contrario Ben il 90% della popolazione è cristiana, il restante appartiene alla fede islamica. Pensate che questo crei problemi, tensioni, odi, guerre sante?

Niente di più lontano e assurdo dalla quotidianità a Fadiouth.

Qui cristiani e musulmani convivono in pace e tranquillità, una perfetta convivenza nel pieno rispetto reciproco. Una lezione che nel mondo – probabilmente – si è perduta nel corso degli anni.

Per farvi un esempio concerto: a Fadiouth esistono 3 piccole moschee, oltre che 5 punti di preghiera per i musulmani. Per completare la costruzione di una delle moschee, la comunità cristiana ha contribuito economicamente in maniera consistente.

Nessun odio, nessuna disparità, solo un obiettivo comune: la prosperità di Fadiouth e di Joal.

A proposito di prosperità, l’economia locale è basata –ovviamente- sulle conchiglie, sui molluschi che le abitano. Solitamente vengono pescati, i molluschi, in quell’intricato labirinto che corrisponde ai cespugli di mangrovie.

Altra grandissima particolarità è il Cous Cous salato di miglio. Dalla farina che viene ricavata macinando il cereale nasce la pasta irregolare, lavorata dalle donne di Fadiouth al calare del sole. Un gusto ed un profumo unico sono il marchio di fabbrica del Cous Cous dell’Isola di Conchiglie.

Dal momento che tutta l’Isola è basata sulle conchiglie, è logico che queste costituiscano anche un altro punto di incredibile impatto: il Cimitero. Realizzato e decorato con i gusci di differenti molluschi, il camposanto è uno spettacolo davvero incredibile, da lasciare senza fiato. Cristiani e musulmani sono sepolti nello stesso terreno, un messaggio che serve a enfatizzare ancor di più la follia che circonda e alimenta le diversità religiose. Solo la direzioni in cui sono sepolti gli abitanti muta per via del credo religioso: i musulmani –ovviamente – vengono tumulati rivolti verso la Mecca.

La città di Joal, come detto prima, si raggiunge attraverso un ponte di legno. Questo piccolo porto sulla terraferma è stata la città natale del primo presidente del Senegal Leopold Sèdar Senghor, che ricoprì la carica dal 1960 (anno dell’indipendenza) sino al 1980. Nella città è ancora presente la sua casa natale, divenuta Casa – Museo

La città è suddivisa in sei rioni, ognuno dei quali ha come “capo” uno tra le persone più rappresentative e saggie, pronto a risolvere le piccole problematiche e a controllare che tutto funzioni a modo. Ogni rione ha un Santo di riferimento: Santa Maria, Santa Teresa di Gesù, San Luigi, Nostra Signora di Lourdes, San Salvatore e San Raffaele

A Fadiouth non si parla di integrazione, di melting pot, di uguaglianza.

 Non ce n’è bisogno. Tutto è solido e florido, come l’azzurro mare che trasporta quotidianamente migliaia di conchiglie.

Va detto che Al – Fadiouth non è soltanto bellezza, conchiglie, amicizia. C’è anche chi cerca di andare via dall’Isola, chi cerca di raggiunger l’Europa. Con quale prospettiva? Andare a lavorare dopo essersi indebitati in maniera esponenziale con parenti e amici, per giungere in Occidente. A fare i lavori più umili e sottopagati, per infinite ore, in modo tale da recuperare i soldi e spedirli in Senegal, per ripagare il debito. Una sorta di “schiavitù” in cui non esiste il negriero, se non sotto forma di debito.

Una storia che ci ha colpito è quella di Charles, partito da Fadiouth con l’obiettivo di giungere in Europa passando dal Marocco, dopo una traversata assurda, ai limiti dell’umana sopportazione.

Charles si è trovato immischiato in un conflitto che non gli apparteneva, nelle mani della malavita Marocchina, che ha ben le mani in pasta sul traffico umano. Charles, come tanti altri partiti, non è mai giunto in Europa.

È stato decapitato alla fine di un conflitto a fuoco e le sue spoglie riposano nel cimitero di Conchiglie, a ricordare che –al di là dell’Isola felice di Fadiouth – la guerra e le diversità sono un cancro diffuso e la vita umana -  in altri luoghi – ha decisamente meno valore e meno utilità di un guscio di Conchiglia.

 

 

Commenti (1)

  • anon
    Issa samb (non verificato)

    Mi fa molto piacere la vostra ventura de mio paese in senegal stati belli

    Mag 02, 2019

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