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Max Caria - Cho Oyu, la Dea Turchese

Max è un ragazzo come tutti. È un ragazzo nato e cresciuto in una città, Oristano, che l’ha visto muovere i primi passi. Il primo amore di Max sono i cavalli. Se ne innamora sin da giovane, impara a cavalcare e vuole migliorare sempre più. Tanto è l’amore che entra nella scuola di Cavalleria di Montelibretti, la più prestigiosa in mabito italiano. Corre l’anno 1997. Nello stesso anno, Max viene scelto come Componidori per l’evento-simbolo della sua Oristano,Sa Sartiglia. Due altre passioni, forti e irresistibili, si fanno largo nel cuore e nella mente di Max. La prima passione è l’immersione: Max prende il brevetto e diviene istruttore sub. Questo lo porta a girare ed esplorare i fondali delle Maldive, del Mar dei Caraibi, dell’Egitto. All’amore per gli abissi si alterna l’amore per l’esatto opposto. Dagli abissi alle vette del mondo, da conquistare arrampicandosi, passo dopo passo, piccozzata dopo piccozzata.

L’alpinismo è una disciplina inconsueta, se nasci in una città a livello del mare. Ma se il Sogno è forte, nessun limite esiste. Infatti, Max comincia a specializzarsi nelle arrampicate. Prima le Alpi, banco di prova “naturale” per un alpinista tricolore. Monte Bianco, Cervino, cresta di Rochefort. Sempre con la Sardegna nel cuore, sempre con la Sardegna con sé, con il vessillo dei quattro mori da far sventolare.

Dopo le Alpi, Max punta al Monte Kenya, seconda cima del Continente Nero. Conquista il Kenya e si guarda altrove, verso il Borneo. Là sorge il Monte Kinabalu, la più alta cima. Anche lì, i quattro Mori sventolano orgogliosi. Max punta il suo sguardo in alto, davvero in alto.

È proprio il caso di dirlo, visto che i suoi occhi guardano e scrutano le Vette inarrivabili, inaccessibili ai comuni mortali. Le Grandi Sorelle che si trovano oltre gli 8.000 metri sul livello del mare. Un’ascesa lunga quanto il Lungomare del Poetto da compiere in Verticale. Un’ascesa da fare con il coraggio e la grinta. La meta è il Cho Oyu, la Dea Turchese. 8.201 metri da scalare.

Max li scala, mano dopo mano, sino ad arrivare oltre la cortina di nuvole, fino a sedersi in cima al mondo a godersi un panorama incredibile. I quattro Mori sventolano, la Dea Turchese è un po’ sarda, essendo Max il primo alpinista Sardo ad aver scalato una cima sopra gli 8.000 metri.

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