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Gràssia, da Nuoro a vincitrice del premio Nobel

Gràssia, da Nuoro a vincitrice del premio Nobel

GRAZIA DELEDDA - Gràssia, da Nuoro a vincitrice per il premio nobel

Una Donna con la D maiuscola. Una donna da guinness dei primati. Proprio così. E’ stata la prima italiana ad aver ricevuto il premio nobel per la letteratura. Correva l’anno 1926, a Stoccolma. Impresse nella storia le sue parole di ringraziamento:

“Sono nata in Sardegna; la mia famiglia [è] composta di gente savia, ma anche di violenti e di artisti produttivi”.

Grazia Maria Cosima Damiana Deledda, nota semplicemente come Grazia Deledda o, in lingua sarda, Gràssia o Gràtzia Deledda è nata a Nuoro il 28 settembre 1871.

Scrittrice italiana, la quarta di sette figli. Originaria di una famiglia benestante: il papà Giovanni, imprenditore laureato in legge; la madre Francesca, donna di severi costumi e dedita alla casa.

La sua formazione è stata prevalentemente da autodidatta; infatti, dopo aver frequentato la scuola fino alla quarta elementare proseguì gli studi con un precettore dal momento che in quel periodo, soprattutto nelle isole, le ragazze non frequentavano le scuole superiori.

Nel 1886 pubblicò la sua prima novella, su un giornale locale nuorese, all’età di soli 15 anni. Poco dopo comincia a collaborare con diversi giornali e riviste, prima sarde e poi romane. Inizia l’ascesa della sua carriera letteraria.

 

DA NUORO A ROMA

Nell'ottobre del 1899 la scrittrice si trasferì a Roma e l'anno seguente sposò Palmiro Madesani, funzionario del Ministero delle Finanze, conosciuto a Cagliari due mesi prima. Il marito, subito dopo il matrimonio lasciò il lavoro di funzionario statale per dedicarsi all'attività di agente letterario della moglie. La coppia si trasferì a Roma nel 1900, dove condusse una vita appartata. Ebbero due figli, Franz e Sardus.

Nel 1903 la pubblicazione di Elias Portolu la confermò come scrittrice e l'avviò a una fortunata serie di romanzi e opere teatrali La Deledda fu anche traduttrice: è sua infatti una versione in lingua italiana di Eugénie Grandet di Honoré de Balzac.

Il 10 dicembre 1927 le venne conferito il premio Nobel per la letteratura 1926 (non vinto da alcun candidato l'anno precedente, per mancanza di requisiti). E’ stata la prima donna italiana a vincere il Nobel.

Dieci anni dopo, nel 1936 è morta a causa di un tumore al seno. Dal 1959 le spoglie della scrittrice sarda, su richiesta dei familiari, furono traslate nella sua città natale. Da allora sono custodite in un sarcofago di granito nero levigato nella chiesetta della Madonna della Solitudine, ai piedi del monte Ortobene, che tanto aveva decantato in uno dei suoi ultimi lavori.

La sua casa natale, nel centro storico di Nuoro (nel rione Santu Predu), è adibita a museo.

Grazia Deledda fu una figura dirompente, scrittrice feconda, la cui fama si diffuse in tutto il mondo. Una figura forte e ambiziosa se si pensa che proveniva da una terra e viveva in un’epoca nella quale non premiavano l’ambizione femminile.

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