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Rita Guarino - La Coach dei record

Rita Guarino - La Coach dei record

C’è tanta Sardegna nella carriera da calciatrice di Rita Guarino, esperienza che poi si trascinerà nella sua avventura da allenatrice. L’ex attaccante della Sassari Torres ha fatto incetta di vittorie, prima sul terreno di gioco e poi dalla panchina. Insomma, è una che è entrata di diritto nella storia del calcio femminile. E dire che per un periodo, da adolescente, si divideva tra il calcio e il pattinaggio artistico a rotelle.

Chi è Rita Guarino

 

Nata a Torino nel 1971, Rita Guarino è stata una delle calciatrici più importanti della storia del calcio femminile, quando ancora era poco mainstream, quando il passaggio al professionismo non era neanche valutato e quando i diritti tv erano solamente un miraggio.

 

Parliamo di un periodo che va dalla seconda metà degli anni ‘80 ai primi anni 2000, quando decide di appendere le scarpette al chiodo e, di lì a poco, tornare nel mondo del calcio femminile in qualità di allenatrice.

 

Cresce calcisticamente tra la Juventus Piemonte (società che niente ha a che vedere con la Vecchia Signora, attualmente infatti gioca in Eccellenza) e il Torino. Ma per giocare con continuità deve trasferirsi alla Reggiana, che nei primi anni ‘90 vive un periodo di massimo splendore. E infatti a Rita Guarino basta un anno a Reggio Emilia per portare a casa il double (Scudetto e Coppa Italia).

 

Da qui inizia un lungo viaggio in giro per l’Italia, con una brevissima parentesi anche in Nord America. Veste le maglie di Fiammamonza, Sassari Torres, Cascine Vica, Lazio, Foroni Verona e Maryland Pride (America).

 

Conta inoltre 99 presenze e 35 reti con la maglia dell’Italia.

 

Tutto questo girovagare per lo stivale gli ha permesso di mettere in bacheca numerosi trofei: cinque Scudetti, sei Coppe Italia, due Supercoppe Italiane e una Italy Women’s Cup (torneo non riconosciuto dalla UEFA).

 

Dal campo alla panchina la strada è breve, ma non per Rita Guarino che dopo aver appeso le scarpette al chiodo nel 2006 trova la sua prima esperienza da allenatrice solamente nel 2017. In mezzo però c’è tanto studio, l’abilitazione come allenatrice UEFA A e anche la creazione di un centro di formazione calcistica.

 

Non mancano le esperienze come assistente nelle squadre giovanili della Nazionale, ma è nell’estate 2017 che arriva la grande occasione. La Juventus - quella vera questa volta - decide di investire pesantemente nel calcio femminile e dopo aver comprato il titolo del Cuneo, iscrive la squadra alla Serie A Femminile 2017-18.

 

Gli investimenti sono massicci e i risultati sul campo non possono che essere positivi. Rita Guarino apre un ciclo bianconero che porta a Torino ben quattro Scudetti consecutivi, una Coppa Italia e due Supercoppe Italiane, con percentuali di vittorie impressionanti che oscillano dal 74% della seconda stagione al 90% dell’ultima annata bianconera.

 

Nell’estate 2021 lascia la Juventus e accetta la corte dell’Inter per provare ad aprire un ciclo in nerazzurro.

La storia e il legame di Rita Guarino con la Sassari Torres

 

“Ah la Torres. È stato il momento d’oro del calcio femminile italiano. La Torres è il ricordo più bello della mia carriera da calciatrice. Una società pionieristica, un vivaio unico, la squadra più Scudettata d’Italia. Da qui sono passate tutte le calciatrici che hanno fatto la storia del calcio femminile”.

 

E tra queste c’è anche Rita Guarino, che ha un rapporto davvero speciale con Sassari e con la Torres, non solo per i due Scudetti, le cinque Coppe Italia e le due Supercoppe Italiane. Così, giusto per mettere sul piatto qualche trofeo vinto con le sassaresi.

 

La storia calcistica della Guarino con la Torres è divisa in tre parentesi.

 

La prima parentesi porta alla stagione 1994-95, con uno Scudetto sfiorato, la vittoria della Coppa Italia e una coppia d’attacco con la Parejo che ancora oggi fa emozionare il pubblico sassarese.

 

La seconda parentesi è legata al ritorno in Sardegna alla fine degli anni ‘90. Da svincolata, dopo che il Cascine Vica rinuncia all’iscrizione al campionato, decide di tornare nel nord dell’isola e nelle stagioni 98-99 e 99-2000 trascina le sassaresi alla vittoria di due Scudetti e una Coppa Italia, realizzando 72 gol in 48 partite. Una media gol pazzesca.

 

La terza parentesi si sviluppa nel finale di carriera. Nel 2003 decide di tornare definitivamente in terra sarda, conquistando altre due Coppe Italia. In questa ultima parte di carriera trova anche l’esordio nella Women’s Champions League, siglando una rete nei quarti di finale contro l’Arsenal.

 

Chiuderà la sua carriera il 20 maggio 2006 nella sfida tra la Sassari Torres e il Vigor Senigallia, realizzando una doppietta. Così il Vanni Sanna saluta una delle calciatrici più importanti della storia dell’Italia e dell’isola, nella speranza - prima o poi - di ritrovarla in Sardegna anche nelle vesti di allenatrice.

 

Marco Deiana

 

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