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  • Rispondi a: The Eagles - Quando l'inferno si ghiaccerà

    Il gruppo rock americano che ha venduto più album nella Storia della Musica. Una carriera lunga più di quarant’anni tra alti e bassi, tra struggenti ballate folk al rock’n’roll più tirato.

    Allacciate le cinture di sicurezza: stiamo per salire sull’Aquila più forte dell’Universo Musicale, colei che ci ha portato a visitare l’Hotel California ed ha vissuto una vita sulla corsia di accelerazione, anzi una “Life in the Fast Lane”.

    Benvenuti all’interno della Storia degli “Eagles”.

    TAKE IT EASY, GUYS

    Gli Eagles si formano nel 1971. Fatale, per la formazione della Band, fu l’incontro tra il batterista Don Henley ed il chitarrista Glenn Frey. Entrambi amici della cantautrice Linda Ronstadt, Glenn e Don si ritrovano a suonare assieme nella Band che supporta Linda. Trovandosi bene, sia musicalmente sia umanamente, i due decidono di mettere su in piedi un proprio gruppo, arruolando l’amico Bernie Leadon alla chitarra e banjo ed il bassista dei Poco, Randy Meisner.

    Ricordiamoci questa frase: “Il Bassista dei Poco diventa il bassista degli Eagles” perché tornerà in auge nel corso di questa Storia.

    In ogni caso, i quattro scrivono diversi pezzi assieme, influenzati da una bella amicizia tra Glenn, Don e Jackson Browne, altro pilastro della musica della West Coast. Nel 1972 viene pubblicato “Eagles”, il loro primo LP. Le case di produzione si accorgono del quartetto statunitense, grazie a singoli importanti quali “Take it easy” e “Witchy Woman”. Sulle ali dell’entusiasmo –e di molta stanchezza- gli Eagles pubblicano “Desperado”, il loro secondo lavoro. L’accoglienza di pubblico e critica è tiepido, per non dire freddo.

    Ci vuole un cambio di direzione, pensano i quattro musicisti. Il primo mutamento è legato al chitarrista Don Felder, che porta una ventata di novità; il secondo è una svolta verso il rock, prendendo le distanze dal country-folk. A tutti piace questa nuova direzione? Non proprio. Bernie Leadon non si rispecchia più nella musicalità e nella strada percorsa dagli Eagles e lascia il gruppo, all’indomani del loro quarto album “One of these nights”, datato 1974 (il terzo album “On The Boarder”, uscì nel 1973. NdA).

    Nel 1975, con Leadon fuori dai giochi, gli Eagles (Glenn e Don hanno un potere decisionale decisamente più forte rispetto agli altri, essendo fondatori ed autori della maggior parte dei pezzi. NdA) scelgono un nuovo chitarrista, puntando sul vulcanico e decisamente rock Joe Walsh.

    Con l’ingresso di Joe, la band sembra aver trovato il giusto equilibrio, anche se decidono di prendersi un anno di pausa per ritemprarsi e recuperare le forze. C’è chi lavora a progetti solisti e chi, come Don Felder, trova l’idea giusta senza neanche rendersene conto.

    WELCOME TO THE HOTEL CALIFORNIA

    Immaginatevi Don Felder che, affittata una casa al mare, passa le giornate a nuotare ed a suonare in piena libertà. Tornato dall’ennesimo tuffo nell’azzurro mare di luglio, Felder trova una progressione di accordi gradevole, che si affretta a registrare. La sua cassetta arriva ai due autori Frey ed Henley. Come ricordò lo stesso Don Henley: “«Felder ci fece sentire una cassetta con circa una dozzina di brani diversi. Nessuno mi colpì particolarmente prima di quella demo. Era semplice: una progressione di accordi arpeggiati di chitarra, note sostenute simili a quelle di un corno, una drum machine in 4/4 […] Ricordo di aver pensato “C’è del potenziale qui, penso che potremmo trarne qualcosa di interessante”».

    Quella traccia interessante si sarebbe intitolata prima “Mexican Reggae” per poi divenire “Hotel California”.

    Il singolo divenne un pilastro della Musica di ogni tempo, un classico intramontabile, grazie anche agli scambi di chitarra tra Don Felder e Joe Walsh. Non solo: fece da traino alla raccolta pubblicata pochi mesi prima, Their Greatest Hits (1971-1975), che si avviò rapidamente verso il record assoluto di vendite negli USA.

    Tutto quel successo e la stanchezza, la voglia di predominare di alcuni componenti rispetto ad altri ed un bel po’ di droghe cominciarono a minare le ali dell’Aquila.

    Il primo a risentirne particolarmente fu il bassista Randy Meisner. Ricordate la frase: “Il Bassista dei Poco diventa il bassista degli Eagles”? Ecco: questo è il momento giusto per applicarla. Al posto di Meisner, arriva Timothy B. Schmit, ex bassista dei Poco (proprio lui aveva rilevato il posto vacate lasciato da Randy anni prima. NdA).

    La crisi continuò, soprattutto a livello creativo. Le canzoni nascevano con difficoltà e l’album successivo ad Hotel California, “The Long Run” uscì nel 1979. Gli abusi di diversi componenti della Band (per non dire praticamente tutti. NdA) di droghe ed alcool rovinarono i rapporti tra gli Eagles, al punto tale che il 31 luglio 1980 vide i cinque salire per l’ultima volta sul palco. Un furioso litigio tra Gleen Frey e Don Felder, iniziato on stage e terminato con i due che cercavano di darsele di santa ragione, mise in pausa il gruppo.

    Non uno scioglimento ma una lunga, lunga pausa.

    QUANDO L’INFERNO SI GHIACCERÀ

    Gli anni Ottanta videro i componenti del gruppo dedicarsi a progetti solisti, con successi alterni. Don Henley riuscì –più degli altri- a piazzare singolo di qualità ed un bell’album. Nel 1993, un manipolo di artisti folk incise un Album Tributo, reinterpretando i maggiori successi della Band, segno che l’interesse e l’amore nei confronti degli Eagles non si era affievolito.

    I cinque musicisti, ritrovatisi per uno shooting legato al lancio dell’Album, riuscirono a convivere piacevolmente, anche se l’idea di una Reunion non sfiorò minimamente nessuno di loro. Don Henley dichiarò che gli Eagles si sarebbero riuniti quando l’Inferno si sarebbe ghiacciato.

    HELL FREEZES OVER – L’INFERNO SI È GHIACCIATO

    Passarono alcuni mesi dalla dichiarazione di Don Henley e –come nei bei film- il quintetto decise di riunirsi per il progetto che prenderà il nome di “Hell Freezes Over” (L’Inferno si è ghiacciato. NdA). La tournee che vide i cinque sui palchi di mezzo globo fu un successo colossale, tanto da convincere gli Eagles a riprovarci. Nel 1998 arrivò l’inserimento nella Rock and Roll Hall of Fame.

    Purtroppo, le frizioni ed il non-amore tra Don Felder e Glenn Frey ritornarono prepotentemente a galla e –anche a causa di dissidi economici – Felder venne licenziato dalla Band.

    I quattro restanti continuarono senza sosta, tra tour ed un nuovo album, “Road out of Eden”, datato 2006.  Un album doppio che racchiudeva la storia degli Eagles: passato, presente ed uno scorcio sul futuro. All’album seguì un tour interminabile, che durò tre anni e mezzo circa.

    L’AQUILA NON VOLA PIÚ. O FORSE SI?

    Nel 2013 gli Eagles ritornano in tour per promuovere “History of the Eagles”, il documentario che racconta le loro vicende. Per l’occasione, vengono richiamati nel gruppo anche i suoi componenti storici, Bernie Leadon e Randy Meisner. Il primo parteciperà alla Reunion; il secondo dovrà rinunciarvi, a causa di problemi di salute. Inutile dire che Don Felder non verrà richiamato in causa.

    Nel 2016 viene annunciato un tour per celebrare un altro incredibile avvenimento: il quarantesimo anniversario dell’uscita di “Hotel California”. Tuttavia, il 18 gennaio 2016 Glenn Frey viene a mancare a soli 67 anni. Il mondo della Musica è sconvolto dalla scomparsa di Glenn, anima fondante delle Aquile. Il 10 marzo dello stesso anno, Don Henley annuncia via radio lo scioglimento della Band.

    Tuttavia, Don Henley è uomo dalla forti dichiarazioni che il destino sembra voler smentire con particolare gusto. Passano 12 mesi e gli Eagles riemergono dalle nebbie. Le novità, all’interno del gruppo, sono due.

    La prima è la collaborazione in pianta stabile con il cantante country Vince Gill.

    La seconda è legata al cuore degli Eagles, lo scomparso Glenn Frey. Al so posto, gli Eagles chiamano Deacon, suo figlio. La somiglianza tra Deacon e Glenn da giovane è impressionante, così come lo stile, la voce, l’essenza.

    Gli Eagles continuano nella loro opera di regalare emozioni musicali ed il pubblico apprezza la franchezza, le strofe sognanti, lo stile West Coast.

    Giusto per darvi un’idea di quanti gli Eagles siano amati: Il 20 agosto 2018 la Recording Industry Association of America ha certificato ufficialmente 38 milioni di copie vendute per la raccolta Their Greatest Hits (1971-1975), che è diventato il disco più venduto di sempre negli Stati Uniti superando Thriller di Michael Jackson.

    Partiti da un Sogno country, trasformatisi in gruppo rock, gli Eagles ci accompagnano da più di 40 anni.

    Del resto, chi di noi non ha mai sognato di entrare in questo onirico, caldo, unico Hotel California?

    It's remarkable in support of me to have a website, which is

    helpful in support of my experience. thanks admin

    Here is my blog: Kerry Jacobson

    A. b. C.
  • Rispondi a: The Eagles - Quando l'inferno si ghiaccerà

    Il gruppo rock americano che ha venduto più album nella Storia della Musica. Una carriera lunga più di quarant’anni tra alti e bassi, tra struggenti ballate folk al rock’n’roll più tirato.

    Allacciate le cinture di sicurezza: stiamo per salire sull’Aquila più forte dell’Universo Musicale, colei che ci ha portato a visitare l’Hotel California ed ha vissuto una vita sulla corsia di accelerazione, anzi una “Life in the Fast Lane”.

    Benvenuti all’interno della Storia degli “Eagles”.

    TAKE IT EASY, GUYS

    Gli Eagles si formano nel 1971. Fatale, per la formazione della Band, fu l’incontro tra il batterista Don Henley ed il chitarrista Glenn Frey. Entrambi amici della cantautrice Linda Ronstadt, Glenn e Don si ritrovano a suonare assieme nella Band che supporta Linda. Trovandosi bene, sia musicalmente sia umanamente, i due decidono di mettere su in piedi un proprio gruppo, arruolando l’amico Bernie Leadon alla chitarra e banjo ed il bassista dei Poco, Randy Meisner.

    Ricordiamoci questa frase: “Il Bassista dei Poco diventa il bassista degli Eagles” perché tornerà in auge nel corso di questa Storia.

    In ogni caso, i quattro scrivono diversi pezzi assieme, influenzati da una bella amicizia tra Glenn, Don e Jackson Browne, altro pilastro della musica della West Coast. Nel 1972 viene pubblicato “Eagles”, il loro primo LP. Le case di produzione si accorgono del quartetto statunitense, grazie a singoli importanti quali “Take it easy” e “Witchy Woman”. Sulle ali dell’entusiasmo –e di molta stanchezza- gli Eagles pubblicano “Desperado”, il loro secondo lavoro. L’accoglienza di pubblico e critica è tiepido, per non dire freddo.

    Ci vuole un cambio di direzione, pensano i quattro musicisti. Il primo mutamento è legato al chitarrista Don Felder, che porta una ventata di novità; il secondo è una svolta verso il rock, prendendo le distanze dal country-folk. A tutti piace questa nuova direzione? Non proprio. Bernie Leadon non si rispecchia più nella musicalità e nella strada percorsa dagli Eagles e lascia il gruppo, all’indomani del loro quarto album “One of these nights”, datato 1974 (il terzo album “On The Boarder”, uscì nel 1973. NdA).

    Nel 1975, con Leadon fuori dai giochi, gli Eagles (Glenn e Don hanno un potere decisionale decisamente più forte rispetto agli altri, essendo fondatori ed autori della maggior parte dei pezzi. NdA) scelgono un nuovo chitarrista, puntando sul vulcanico e decisamente rock Joe Walsh.

    Con l’ingresso di Joe, la band sembra aver trovato il giusto equilibrio, anche se decidono di prendersi un anno di pausa per ritemprarsi e recuperare le forze. C’è chi lavora a progetti solisti e chi, come Don Felder, trova l’idea giusta senza neanche rendersene conto.

    WELCOME TO THE HOTEL CALIFORNIA

    Immaginatevi Don Felder che, affittata una casa al mare, passa le giornate a nuotare ed a suonare in piena libertà. Tornato dall’ennesimo tuffo nell’azzurro mare di luglio, Felder trova una progressione di accordi gradevole, che si affretta a registrare. La sua cassetta arriva ai due autori Frey ed Henley. Come ricordò lo stesso Don Henley: “«Felder ci fece sentire una cassetta con circa una dozzina di brani diversi. Nessuno mi colpì particolarmente prima di quella demo. Era semplice: una progressione di accordi arpeggiati di chitarra, note sostenute simili a quelle di un corno, una drum machine in 4/4 […] Ricordo di aver pensato “C’è del potenziale qui, penso che potremmo trarne qualcosa di interessante”».

    Quella traccia interessante si sarebbe intitolata prima “Mexican Reggae” per poi divenire “Hotel California”.

    Il singolo divenne un pilastro della Musica di ogni tempo, un classico intramontabile, grazie anche agli scambi di chitarra tra Don Felder e Joe Walsh. Non solo: fece da traino alla raccolta pubblicata pochi mesi prima, Their Greatest Hits (1971-1975), che si avviò rapidamente verso il record assoluto di vendite negli USA.

    Tutto quel successo e la stanchezza, la voglia di predominare di alcuni componenti rispetto ad altri ed un bel po’ di droghe cominciarono a minare le ali dell’Aquila.

    Il primo a risentirne particolarmente fu il bassista Randy Meisner. Ricordate la frase: “Il Bassista dei Poco diventa il bassista degli Eagles”? Ecco: questo è il momento giusto per applicarla. Al posto di Meisner, arriva Timothy B. Schmit, ex bassista dei Poco (proprio lui aveva rilevato il posto vacate lasciato da Randy anni prima. NdA).

    La crisi continuò, soprattutto a livello creativo. Le canzoni nascevano con difficoltà e l’album successivo ad Hotel California, “The Long Run” uscì nel 1979. Gli abusi di diversi componenti della Band (per non dire praticamente tutti. NdA) di droghe ed alcool rovinarono i rapporti tra gli Eagles, al punto tale che il 31 luglio 1980 vide i cinque salire per l’ultima volta sul palco. Un furioso litigio tra Gleen Frey e Don Felder, iniziato on stage e terminato con i due che cercavano di darsele di santa ragione, mise in pausa il gruppo.

    Non uno scioglimento ma una lunga, lunga pausa.

    QUANDO L’INFERNO SI GHIACCERÀ

    Gli anni Ottanta videro i componenti del gruppo dedicarsi a progetti solisti, con successi alterni. Don Henley riuscì –più degli altri- a piazzare singolo di qualità ed un bell’album. Nel 1993, un manipolo di artisti folk incise un Album Tributo, reinterpretando i maggiori successi della Band, segno che l’interesse e l’amore nei confronti degli Eagles non si era affievolito.

    I cinque musicisti, ritrovatisi per uno shooting legato al lancio dell’Album, riuscirono a convivere piacevolmente, anche se l’idea di una Reunion non sfiorò minimamente nessuno di loro. Don Henley dichiarò che gli Eagles si sarebbero riuniti quando l’Inferno si sarebbe ghiacciato.

    HELL FREEZES OVER – L’INFERNO SI È GHIACCIATO

    Passarono alcuni mesi dalla dichiarazione di Don Henley e –come nei bei film- il quintetto decise di riunirsi per il progetto che prenderà il nome di “Hell Freezes Over” (L’Inferno si è ghiacciato. NdA). La tournee che vide i cinque sui palchi di mezzo globo fu un successo colossale, tanto da convincere gli Eagles a riprovarci. Nel 1998 arrivò l’inserimento nella Rock and Roll Hall of Fame.

    Purtroppo, le frizioni ed il non-amore tra Don Felder e Glenn Frey ritornarono prepotentemente a galla e –anche a causa di dissidi economici – Felder venne licenziato dalla Band.

    I quattro restanti continuarono senza sosta, tra tour ed un nuovo album, “Road out of Eden”, datato 2006.  Un album doppio che racchiudeva la storia degli Eagles: passato, presente ed uno scorcio sul futuro. All’album seguì un tour interminabile, che durò tre anni e mezzo circa.

    L’AQUILA NON VOLA PIÚ. O FORSE SI?

    Nel 2013 gli Eagles ritornano in tour per promuovere “History of the Eagles”, il documentario che racconta le loro vicende. Per l’occasione, vengono richiamati nel gruppo anche i suoi componenti storici, Bernie Leadon e Randy Meisner. Il primo parteciperà alla Reunion; il secondo dovrà rinunciarvi, a causa di problemi di salute. Inutile dire che Don Felder non verrà richiamato in causa.

    Nel 2016 viene annunciato un tour per celebrare un altro incredibile avvenimento: il quarantesimo anniversario dell’uscita di “Hotel California”. Tuttavia, il 18 gennaio 2016 Glenn Frey viene a mancare a soli 67 anni. Il mondo della Musica è sconvolto dalla scomparsa di Glenn, anima fondante delle Aquile. Il 10 marzo dello stesso anno, Don Henley annuncia via radio lo scioglimento della Band.

    Tuttavia, Don Henley è uomo dalla forti dichiarazioni che il destino sembra voler smentire con particolare gusto. Passano 12 mesi e gli Eagles riemergono dalle nebbie. Le novità, all’interno del gruppo, sono due.

    La prima è la collaborazione in pianta stabile con il cantante country Vince Gill.

    La seconda è legata al cuore degli Eagles, lo scomparso Glenn Frey. Al so posto, gli Eagles chiamano Deacon, suo figlio. La somiglianza tra Deacon e Glenn da giovane è impressionante, così come lo stile, la voce, l’essenza.

    Gli Eagles continuano nella loro opera di regalare emozioni musicali ed il pubblico apprezza la franchezza, le strofe sognanti, lo stile West Coast.

    Giusto per darvi un’idea di quanti gli Eagles siano amati: Il 20 agosto 2018 la Recording Industry Association of America ha certificato ufficialmente 38 milioni di copie vendute per la raccolta Their Greatest Hits (1971-1975), che è diventato il disco più venduto di sempre negli Stati Uniti superando Thriller di Michael Jackson.

    Partiti da un Sogno country, trasformatisi in gruppo rock, gli Eagles ci accompagnano da più di 40 anni.

    Del resto, chi di noi non ha mai sognato di entrare in questo onirico, caldo, unico Hotel California?

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    thanks admin

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    A. b. C.
  • Rispondi a: Roger Taylor - Sonic Volcano

    ROGER TAYLOR: FROM TRURO TO LONDON

    Nascere a Truro, un piccolo centro della Cornovaglia. Partire a Londra, diventare in contemporanea un Biologo, uno dei migliori batteristi rock ancora in circolazione e “The Sonic Volcano”.

    Semplicemente, benvenuti all’interno della vita di Roger Taylor, fondatore e batterista dei “Queen”.

    NEVER WANTED TO BE THE BOY NEXT DOOR

    Roger Taylor nasce a King’s Lynn, nel Norfolk, il 26 luglio del 1949. Sin da giovane la musica lo affascina, lo incuriosisce. Soprattutto il rock’n’roll, che esplode quando Roger è ancora bambino. I primi approcci con le sette note avvengono nella Parrocchia di Truro, la città dove passa l’adolescenza, dove Roger canta all’interno del Coro.

    Un giorno, Roger vide suo cugino strimpellare una chitarra. Bellissimo, pensa. Devo imparare, pensa. Impara gli accordi di base sia della chitarra che dell’ukulele e mette su i “Cousin Jack”, il suo primo gruppo. Roger ha soltanto otto anni ma ha già capito cosa vorrà fare da grande.

    L’unica cosa che non gli è molto chiara è quale strumento usare: infatti, i tamburi ed i piatti della batteria lo attirano sempre più, tanto, tantissimo.

    Natale dello stesso anno, Natale del 1957. Roger riceve in regalo una batteria da parte del padre. È l’inizio del “nostro” Roger Taylor.  Dopo una gavetta con diversi gruppi fondati e sciolti, nel 1967 un amico di Roger trova un volantino su una bacheca.

    “Cercasi batterista stile Ginger Baker/ Mitch Mitchell (il primo batterista dei Cream di Eric Clapton; il secondo batterista della Jimi Hendrix Experience. NdA).”.

    L’annuncio sembra costruito su misura per il giovane Roger, 18enne di belle speranze appena trasferitosi a Londra per studiare Biologia, che chiama subito. A rispondergli è un certo Brian May, chitarrista e studioso in Astronomia.

    Roger e Brian suoneranno assieme negli “Smile”, in compagnia di Tim Staffel, bassista e cantante. Quando Staffel deciderà di lasciare il gruppo, Roger proporrà a Brian un suo amico nel ruolo di cantante e pianista. Un ragazzo nato a Zanzibar, dal nome esotico e laureando in Design, che gestisce con Roger una bancarella di vestiti a King’s Road: Farrokh Bulsara, che ben presto diventerà Freddie Mercury.

    THE SONIC VOLCANO

    Ai tre musicisti, ribattezzatisi “Queen” si aggiunge il silenzioso bassista John Deacon. È proprio assieme a Deacon che Roger diventa “The Sonic Volcano”: un vulcano sonoro, un tappeto ritmico unico, in cui le capacità dell’uno esaltano l’altro, in un continuo rimando di piccoli tocchi che creano il sound della “Regina”.

    Roger, oltre ad essere musicista, è anche autore di alcune hit indimenticabili della band. Vi dicono nulla “Radio Ga-Ga”, “A Kind of Magic” e “Drowse”.

    Roger suonerà nei Queen sino al 25 novembre 1991, giorno in cui Freddie Mercury verrà a mancare. Dei tre superstiti, Roger è il meno propenso a smettere di suonare. Lo dobbiamo ai nostri fans, pensa. Lo dobbiamo a Freddie, lo dobbiamo a noi.

    AND NOW? LIFE GOES ON

    Brian condivide le sue idee, John preferisce defilarsi e non suonare più. Agli inizi degli anni 2000, I due “Queen” incontrano Paul Rodgers, ex cantante dei Free e dei Bad Company. La loro collaborazione “Queen + Paul Rodgers” gir il mondo, anche se non entusiasma tutti i fan.

    Dopo alcuni anni il sodalizio con Paul termina ed inizia quello con Adam Lambert, istrionico front-man con spiccate qualità vocali e di entertainment, molto vicino alle corde Mercuryane.

    Ad oggi, i Queen + Adam Lambert continuano a far ballare, cantare ed emozionare migliaia di fan, nonostante Roger –come capitato ad alcuni colleghi illustri, come il chitarrista degli Who Pete Townshend e l'ex batterista dei Genesis Phil Collins- sia totalmente sordo all’orecchio destro.

    "Quando ho provato gli apparecchi acustici per la prima volta, mi sono immaginato come quel vecchio bislacco sul retro della chiesa con la trombetta acustica infilata nell’orecchio, ma questi apparecchi non si notano e la gente non si rende conto che li hai. Sono sempre un rocker e sono sempre orgoglioso di esserlo".

    Roger ha un altro orgoglio: alcuni tra i suoi figli (ne ha avuto 5 da differenti compagne) stanno ricalcando le orme paterne in campo musicale. Uno su tutti Rufus, batterista talentuoso che ricorda lo stile paterno, attualmente percussionista nei “The Darkness”, gruppo britannico che ha come ispirazione primigenia proprio i primi Queen. Le coincidenze…

    E pensare che tutto partì da un ragazzino biondo proveniente da una cittadina della Cornovaglia…

    My family members always say that I am wasting my time here

    at web, however I know I am getting know-how all the time by reading

    thes fastidious posts.

    My blog post: Kerry Jacobson

    Galleria Progetti
  • Rispondi a: Roger Taylor - Sonic Volcano

    ROGER TAYLOR: FROM TRURO TO LONDON

    Nascere a Truro, un piccolo centro della Cornovaglia. Partire a Londra, diventare in contemporanea un Biologo, uno dei migliori batteristi rock ancora in circolazione e “The Sonic Volcano”.

    Semplicemente, benvenuti all’interno della vita di Roger Taylor, fondatore e batterista dei “Queen”.

    NEVER WANTED TO BE THE BOY NEXT DOOR

    Roger Taylor nasce a King’s Lynn, nel Norfolk, il 26 luglio del 1949. Sin da giovane la musica lo affascina, lo incuriosisce. Soprattutto il rock’n’roll, che esplode quando Roger è ancora bambino. I primi approcci con le sette note avvengono nella Parrocchia di Truro, la città dove passa l’adolescenza, dove Roger canta all’interno del Coro.

    Un giorno, Roger vide suo cugino strimpellare una chitarra. Bellissimo, pensa. Devo imparare, pensa. Impara gli accordi di base sia della chitarra che dell’ukulele e mette su i “Cousin Jack”, il suo primo gruppo. Roger ha soltanto otto anni ma ha già capito cosa vorrà fare da grande.

    L’unica cosa che non gli è molto chiara è quale strumento usare: infatti, i tamburi ed i piatti della batteria lo attirano sempre più, tanto, tantissimo.

    Natale dello stesso anno, Natale del 1957. Roger riceve in regalo una batteria da parte del padre. È l’inizio del “nostro” Roger Taylor.  Dopo una gavetta con diversi gruppi fondati e sciolti, nel 1967 un amico di Roger trova un volantino su una bacheca.

    “Cercasi batterista stile Ginger Baker/ Mitch Mitchell (il primo batterista dei Cream di Eric Clapton; il secondo batterista della Jimi Hendrix Experience. NdA).”.

    L’annuncio sembra costruito su misura per il giovane Roger, 18enne di belle speranze appena trasferitosi a Londra per studiare Biologia, che chiama subito. A rispondergli è un certo Brian May, chitarrista e studioso in Astronomia.

    Roger e Brian suoneranno assieme negli “Smile”, in compagnia di Tim Staffel, bassista e cantante. Quando Staffel deciderà di lasciare il gruppo, Roger proporrà a Brian un suo amico nel ruolo di cantante e pianista. Un ragazzo nato a Zanzibar, dal nome esotico e laureando in Design, che gestisce con Roger una bancarella di vestiti a King’s Road: Farrokh Bulsara, che ben presto diventerà Freddie Mercury.

    THE SONIC VOLCANO

    Ai tre musicisti, ribattezzatisi “Queen” si aggiunge il silenzioso bassista John Deacon. È proprio assieme a Deacon che Roger diventa “The Sonic Volcano”: un vulcano sonoro, un tappeto ritmico unico, in cui le capacità dell’uno esaltano l’altro, in un continuo rimando di piccoli tocchi che creano il sound della “Regina”.

    Roger, oltre ad essere musicista, è anche autore di alcune hit indimenticabili della band. Vi dicono nulla “Radio Ga-Ga”, “A Kind of Magic” e “Drowse”.

    Roger suonerà nei Queen sino al 25 novembre 1991, giorno in cui Freddie Mercury verrà a mancare. Dei tre superstiti, Roger è il meno propenso a smettere di suonare. Lo dobbiamo ai nostri fans, pensa. Lo dobbiamo a Freddie, lo dobbiamo a noi.

    AND NOW? LIFE GOES ON

    Brian condivide le sue idee, John preferisce defilarsi e non suonare più. Agli inizi degli anni 2000, I due “Queen” incontrano Paul Rodgers, ex cantante dei Free e dei Bad Company. La loro collaborazione “Queen + Paul Rodgers” gir il mondo, anche se non entusiasma tutti i fan.

    Dopo alcuni anni il sodalizio con Paul termina ed inizia quello con Adam Lambert, istrionico front-man con spiccate qualità vocali e di entertainment, molto vicino alle corde Mercuryane.

    Ad oggi, i Queen + Adam Lambert continuano a far ballare, cantare ed emozionare migliaia di fan, nonostante Roger –come capitato ad alcuni colleghi illustri, come il chitarrista degli Who Pete Townshend e l'ex batterista dei Genesis Phil Collins- sia totalmente sordo all’orecchio destro.

    "Quando ho provato gli apparecchi acustici per la prima volta, mi sono immaginato come quel vecchio bislacco sul retro della chiesa con la trombetta acustica infilata nell’orecchio, ma questi apparecchi non si notano e la gente non si rende conto che li hai. Sono sempre un rocker e sono sempre orgoglioso di esserlo".

    Roger ha un altro orgoglio: alcuni tra i suoi figli (ne ha avuto 5 da differenti compagne) stanno ricalcando le orme paterne in campo musicale. Uno su tutti Rufus, batterista talentuoso che ricorda lo stile paterno, attualmente percussionista nei “The Darkness”, gruppo britannico che ha come ispirazione primigenia proprio i primi Queen. Le coincidenze…

    E pensare che tutto partì da un ragazzino biondo proveniente da una cittadina della Cornovaglia…

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